Achille Lauro e Tiziano Ferro, le vostre storie, anche se con 30 anni di ritardo, esempio di inclusione e di emancipazione.

Achille Lauro e Tiziano Ferro, le vostre storie, anche se con 30 anni di ritardo, esempio di inclusione e di emancipazione.

Quando io avevo 15 anni non c’era nessun Achille Lauro o Tiziano Ferro a rivendicare il mio diritto all’esistenza. Come tanti altri adolescenti, negli anni ’80, e come molti prima di noi, ho dovuto fare, in completa solitudine, il percorso di comprensione, accettazione e valorizzazione della mia identità.

Nel difficile e lento percorso di costruzione della mia autostima mi aiutarono la mia famiglia (non giudicante), la letteratura, la storia, lo studio della filosofia. Per il mio coming out significativo è stato il contributo e il sostegno delle associazioni LGBTQI* che ho frequentato.

La scuola era impreparata ad affrontare questi temi e la società, allora più di oggi, era omofoba, eteronormata e bigotta. La stampa parlava di omosessualità solo per episodi di cronaca nera. In televisione c’era la censura su questi e altri argomenti.

Oggi migliaia di adolescenti e di adulti, di figli e di genitori, grazie anche a uomini come Achille Lauro e Tiziano Ferro, e a tante donne impegnate in una doppia lotta, nell’affermare i propri diritti come donne e come persone LGBTQI*, hanno esempi su cui riflettere.

Alla soglia dei 50 anni, tuttavia, ho maturato un’ulteriore e più profonda considerazione: le categorie discriminate non sono obbligate ad educare quelle privilegiate. Le categorie discriminate non sono obbligate a distruggere ogni singolo stereotipo che le riguarda e le danneggia.
Le categorie discriminate hanno solo un obbligo: vivere se stesse senza chiedere l’autorizzazione a nessuno.

La vera liberazione passa anche dal non lasciarsi incatenare dall’idea di dover fare il lavoro culturale, emotivo, cognitivo e mentale altrui.

Sono le categorie privilegiate a doversi educare e formare per intraprendere il cammino di de-colonizzazione e di liberazione della propria mente dai pregiudizi, dalle discriminazioni e dall’odio.

Ecco perché, a quasi 50 anni, anche io,  come Achille Lauro e Tiziano Ferro, non devo dire da che parte sto. Ognuno di noi, chi da un palco e chi in piazza, ha scelto il suo percorso, artistico, politico, umano. Ed ognuno di noi, a modo suo, ha contribuito e può contribuire al percorso di emancipazione e di liberazione dall’odio, dalle discriminazioni e dai pregiudizi.

La mia storia l’ho scritta, come tanti altri ed insieme ad altri, lottando e soffrendo, subendo molte sconfitte e ottenendo alcune vittorie.

Le vostre storie, Achille e Tiziano, anche se con 30 anni di ritardo, sono un esempio di inclusione e di emancipazione, sono la conferma che la mia generazione (una parte della mia generazione), e quelle prima della mia, non hanno lottato invano. Vi invito, adesso, ad andare oltre e ad arrivare ai cuori delle persone che non siamo riusciti ancora a coinvolgere.

Mauro Cioffari
attivista movimento LGBTQI*

Mario Mieli (Milano, 21 maggio 1952 – Milano, 12 marzo 1983) è stato un attivista e scrittore italiano, teorico degli studi di genere. È considerato uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano, nonché uno tra i massimi teorici del pensiero nell’attivismo omosessuale italiano. Legato al marxismo rivoluzionario, è noto soprattutto come eponimo del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e per il suo saggio Elementi di critica omosessuale pubblicato nella sua prima edizione da Einaudi nel 1977.

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