Eletto nuovo Coordinamento di SEL Roma Area Metropolitana per una coalizione dei Diritti e del Lavoro.

10509624_10204875928366675_7111084371452965167_nLunedì 20 ottobre l’assemblea provinciale di Sinistra Ecologia Libertà Roma Area Metropolitana ha eletto all’unanimità il nuovo Coordinamento ed ha approvato, sempre all’unanimità, un documento politico: “SEL e la coalizione dei diritti e del lavoro, un nuovo inizio per una Sinistra autonoma e della trasformazione”. E’ un importante passo in avanti che permette a SEL di avviare una gestione unitaria del partito per affrontare gli impegni che ci attendono.

SEL e la coalizione dei diritti e del lavoro, un nuovo inizio per una Sinistra autonoma e della trasformazione.

L’iniziativa ” Fate il lavoro, non fate la crisi” del 4 ottobre segna l’elaborazione del lutto della fine di Italia Bene Comune. L’orizzonte della ” coalizione dei diritti e del lavoro” restituisce a SEL l’indicazione di una prospettiva politica e del ruolo e della funzione che dobbiamo giocare nell’attuale fase politica: essere il motore di un processo politico più largo capace di costruire lo spazio e il progetto di una sinistra autonoma in grado di coniugare trasformazione e ambizione di governo.

Di fronte alla mutazione genetica che Renzi sta operando sul PD, ad un esercizio del governo che punta alla delegittimazione dei corpi intermedi, SEL non può pensare di affidarsi alla diplomazia di vertice o alla manovra politicista, ma deve sapersi mettersi in sintonia e incrociare le domande e l’opposizione che provengono dalla società. Si tratta di costruire il campo di una sinistra politica e sociale alternativa alle politiche di austerità e capace di sfidare il PD, una rete che a partire dai contenuti sia in grado di definire un’altra agenda per il paese.

Per questo SEL deve impegnarsi a sostenere tutte quelle mobilitazioni sociali, come quella della CGIL del 25 ottobre, che esprimono un’altra idea di paese fondata sul lavoro, sui diritti e la democrazia, e al tempo stesso lavorare a promuovere iniziative e occasioni in grado di fare rete tra le diverse soggettività politiche e sociali. Un’iniziativa a tutto campo che si rivolga ai tanti e tante che si sono rifugiati nell’astensionismo, a chi con noi ha dato vita alla lista Tsipras, al malessere e al disagio presente nel PD e nel M5S.

Oggi il tema è come costruire un polo di forze che rappresenti una massa critica in grado di pesare nella vicenda politica e sociale, contrapponendo la grammatica dei beni comuni e della partecipazione all’impianto populista di Renzi.

In questo tentativo lavoro e reddito, sono un prevalente della azione di ricomposizione politica e sociale che chiamiamo coalizione del lavoro e dei diritti e questo è quello che siamo chiamati a fare attraverso una campagna di reinsediamento sociale di SEL.

Una campagna sul lavoro e il reddito aperta ad altri che dobbiamo sollecitare, flessibile e che corrisponda alle materiali condizioni sociali dei territori, larga capace di parlare di tutto il lavoro, anche di quello che non c’è: di reddito come di qualità del lavoro e di salvaguardia dell’articolo 18, di sviluppo locale come di modelli di sviluppo, dentro e fuori dalle Istituzioni e nella società. Così come dovremo mettere in campo una azione energica per salvaguardare la scuola pubblica e difendere il paesaggio, in un rapporto stretto con la cittadinanza attiva. Perché non si esce dalle secche senza soggetti sociali.

Per produrre questo processo serve, almeno in questo territorio, un’altra Sinistra ecologia libertà. Serve storicamente e non soggettivamente. SEL nasce nella fase espansiva del centrosinistra, con una nostra ambizione egemonica.

Quella fase ci ha consentito di vivere e accettare una dimensione federativa, fatta di comunità diverse spesso in competizione tra loro, con contraddizioni e conflitti che ci hanno portati tutti fin qui. Oggi dobbiamo, qui a Roma, decidere un nuovo inizio con l’obiettivo di passare dalle comunità di SEL alla comunità di SEL

Se c’è da parte di tutti questa volontà dobbiamo darci un percorso fondato sulla politica, perché da quella si dipani l’avvio di un processo di revisione complessiva della federazione di area metropolitana di Roma. Un percorso che coinvolga la revisione dei gruppi dirigenti, la composizione dell’assemblea, l’elezione dei coordinatori di municipio e dei comuni dove insistono più circoli entro la fine del 2014,il rilancio della Camera dei Municipi di Roma quale luogo di discussione, proposta, iniziativa sui temi della città e del radicamento del partito, una discussione sulle forme di coordinamento della provincia, un forte slancio nel tesseramento.

E questo deve riguardare tutti i livelli del partito, compresi i circoli.
Essi sicuramente devono essere riorganizzati in ragione di ciò che serve a SEL in ciascun territorio, prevedendo uno specifico gruppo di lavoro con l’obiettivo di fare, entro l’anno, un censimento del nostro insediamento e proposte di accorpamento e di nuovi insediamenti. I circoli territoriali o tematici sono e devono sempre più essere il centro propulsore di SEL, far sì che diventino sempre più uno strumento di concreta modificazione del contesto territoriale, aperti all’esterno molto più che rinchiusi nel dibattito interno. Essi devono essere riorganizzati come risposta alla crisi e ai dolori sociali prodotti dall’austerità, luoghi di mutualismo sociale, di discussione e di attivismo politico-culturale.(gruppi di acquisto solidale, presentazione libri e gruppi di lettura, attività sportive “di base”, sportelli legali relativi alle tematiche del lavoro, dei diritti civili, sociali e di cittadinanza per i migranti). Serve riorganizzare la rete dei circoli perché possano assicurare il coinvolgimento e la partecipazione individuale e collettiva ai processi di trasformazione e rigenerazione urbana dei territori, garantendo un carattere di inclusività capace di apertura ad attività politiche, culturali e sociali promosse da individui e soggetti collettivi, che sono, insieme ai compagni di SEL, parte integrante della vita del circolo. Ma, oltre a organizzare più puntualmente il nostro insediamento territoriale serve anche una capacità di lavoro orizzontale che metta a sistema le intelligenze di tutti i compagni di SEL e di tutti coloro che guardano a noi con attenzione attraverso forum tematici, mailing list e appuntamenti periodici rivolti agli amministratori e al corpo della federazione.

Questo percorso di rinnovamento politico e di organizzazione non può prescindere dalla funzione che SEL svolge nel nostro territorio, nei comuni, nella nuova Istituzione di area metropolitana, e soprattutto nel comune di Roma. A noi tocca il compito in questo tempo di mutazione di essere chiamati partecipare al governo una realtà complessa come la città metropolitana della capitale d’Italia nel tempo della crisi. Una esperienza azzoppata dalle politiche di austerità.

Il governo degli enti locali diventa il luogo della contraddizione più radicale tra bisogni e domande sempre più pressanti, come quelli di chi perde il posto di lavoro, di chi ha bisogno di servizi sociali adeguati, di chi è costretto a vivere in una città degradata da un lato, e dall’altro indisponibilità di bilancio tali da mettere in discussione basilari diritti di cittadinanza. E questo è un fenomeno che origina dalla politiche europee di austerità, nonostante lo sforzo importante che tutta SEL e in particolare i compagni impegnati nelle istituzioni locali e al Comune di Roma svolgono quotidianamente.

Da questo punto di vista è necessario che l’amministrazione guidata da Ignazio Marino dia un diverso segno di rotta: la possibile fuoriuscita dal Patto di Stabilità, gli extracosti per Roma Capitale e i fondi struttirali europei sono le risorse necessarie per mettere all’ordine del giorno il tema dell’investimento pubblico mettendo in campo il piano delle piccole opere capace di ridare slancio, a partire dall’idea di “Roma ecologica e partecipata”, allo sviluppo sostenibile nella nostra città e di frenare l’emorragia di posti di lavoro, una risposta molto più efficace della politica che nella fase espansiva degli anni 90 ha dominato il modello Roma fondato sulla sistematica aggressione urbanistica, un approccio che purtroppo ci sembra il fondamento dell’impianto del governo nazionale materia di urbanistica: l’idea della privatizzazione della programmazione urbanistica sta alla base tanto della legge sugli stadi quanto dello sblocca Italia. Importanti risultati come le terre pubbliche, una gestione trasparente del patrimonio e una discussione serrata per il registro delle coppie di fatto, azioni già in corso grazie al lavoro istituzionale di SEL, ci consentono di affrontare questa sfida con la giusta autorevolezza.

Qualificare i servizi sarà poi la seconda sfide alla quale l’amministrazione comunale deve dare una risposta più efficace, senza cedere alle sirene della privatizzazione: trasporti, rifiuti, politiche sociali, cultura sono priorità inevase da affrontare con più energia, con non si affrontano con le scelte che abbiamo visto nei confronti, ad esempio del Teatro dell’Opera. Anche il quadro istituzionale deve essere al centro dell’azione dell’area metropolitana e del Comune. L’Istituzione dall’area metropolitana impone di dare protagonismo e certezza di funzioni ai municipi, che non possono più essere una appendice del Campidoglio.

Se i temi dello sviluppo e della sostenibilità ambientale sono quelli sui quali la sinistra misurerà l’amministrazione Marino esiste un’altra priorità che deve essere affrontata di drammatica urgenza: la condizione delle periferie si avvicina ormai all’insostenibilità sociale. Siamo di fronte ad una pervasività della criminalità organizzata inedita per la storia della città, un ritrarsi dello Stato che corrisponde all’avanzare di forme criminali di controllo del territorio. Oggi è il tempo di dare una sferzata sul terreno della legalità. della lotta alla criminalità e della sicurezza rilanciando contemporaneamente una presenza pubblica di servizi qualificati e di piani di rigenerazione urbana, sociale ed ecologica delle periferie.

Per questo entro la fine dell’anno, SEL terrà a Roma una iniziativa che sfidi il Governo della città su questi passaggi e temi per noi centrali per il futuro di Roma.

Roma 20 ottobre 2014

SABRINA ALBANESI
Diritti del vivente

MAURO CIOFFARI
Diritti civili – Decentramento

ISMAELE DE CRESCENZO
Litorale, blue economy

MARINA D’ORTENZIO
Mutualismo e campagne

LUDOVICA IOPPOLO
Precarietà

DENISE LANCIA
Ambiente

GIUSEPPE MANCINI
Enti locali e Beni comuni

ALESSIA MARRI
Politiche di genere

MASSIMILIANO ORTU
Piccole Medie Imprese, artigianato e commercio

FRANCESCO PALAIA
Lavoro

TITTY SANTORIELLO
Coordinamento rapporto istituzionali nei municipi

ALESSANDRO SPAZIANI
Coordinatore della Camera dei municipi

STEFANO VEGLIANTI
Sviluppo locale

CAROLINA ZINCONE
Immigrazione, pace e politiche internazionali

STEFANO ZUPPELLO
Urbanistica e politiche abitative

COORDINATORE SEL Roma Area Metropolitana
MAURIZIO ZAMMATARO

Tesoreria – organizzazione
DONATO MATTEI

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