Campo Testaccio, il Tar riconsegna lo stadio al Campidoglio. Cioffari (SEL): si ricerchi una collaborazione pubblico – privato per la restituzione del campo da calcio al Rione Testaccio e alla città di Roma.

campo-calcio-testaccioRoma 7 giugno 2014. Secondo i giudici del Tar, quel che rimane deI campo Testaccio, il primo storico stadio della Roma, Il glorioso rettangolo verde calcato da Amadeo Amadei e Fulvio Bernardini deve essere riconsegnato al Comune. Si chiude così il primo match del lungo contenzioso che negli ultimi due anni ha visto contrapposti il Campidoglio e il Consorzio romano parcheggi, la società che avrebbe dovuto realizzare una serie di box interrati e un parcheggio da 70 posti per poi ricostruire il campo con tribune e spogliatoi.

I lavori iniziati nell’aprile del 2012, però, si sono fermati quasi subito: è del 7 novembre dello stesso anno l’atto con cui l’ex sindaco Gianni Alemanno revocava i permessi a costruire al Consorzio. Impugnato davanti alla giustizia amministrativa, ieri quel provvedimento ha ricevuto il placet dei magistrati di via Flaminia. Per il Tar, infatti, i costruttori (che lamentavano problemi con il sistema di fognature) “non hanno dato l’avvio ai lavori nei termini previsti in convenzione”. Ancora, secondo i giudici, l’azienda non ha mai risposto alle diffide inviate dal Comune e non ha sgomberato i propri magazzini dai reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi preliminari come richiesto dalla Soprintendenza per i beni archeologici.

Così, ridotto a un cantiere a cielo aperto da ormai oltre due anni, campo Testaccio torna in possesso del Comune. Ora la speranza dei più nostalgici tra i tifosi, quelli che negli ultimi mesi si sono occupati della manutenzione del vecchio tempio giallorosso con decespugliatori e sacchi dell’immondizia, è che la dirigenza americana della Roma sia interessata a riqualificare l’area insieme al Campidoglio. Prima di formulare ogni piano, bisognerà comunque attendere la pronuncia del Consiglio di Stato: “La sentenza del Tar è infondata – spiega l’avvocato del Consorzio romano parcheggi, Giuseppe Lepore – e per di più disattende parzialmente le indicazioni del Consiglio di Stato (che un anno fa sospendeva gli effetti della revoca del permesso a costruire disposta dal Comune, ndr). La impugneremo senza dubbio e torneremo a chiedere 9 milioni di euro di danni al Campidoglio”.

“Alla luce di questa sentenza del TAR”, dichiara Mauro Cioffari (Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà Municipio Roma I Centro) in una nota, vista l’importanza storica e culturale de campo da calcio Testaccio per il Rione e per l’intera città, è doveroso arrivare ad una soluzione che consenta al campo di tornare ad essere fruibile”.

Al fine di ottenere tale obiettivo, per ripristinare e garantire la sicurezza e il decoro della struttura del campo e della zona adiacente, vista la presenza di luoghi sensibili limitrofi”, aggiunge Cioffari “è opportuno ricercare percorsi di collaborazione pubblico – privato per reperire risorse necessarie alla valorizzazione della struttura qualora il Comune non ne avesse disponibilità”.

“Rinnovo pertanto l’appello contenuto nella mozione approvata dal Consiglio Municipale n. 26 approvata in data 28.11.2013”, conclude Cioffari, “affinché Roma Capitale proceda a sbloccare, tramite l’istituzione di un tavolo tecnico, lo stallo di Campo Testaccio, dando così il via alla riqualificazione dell’area che potrà diventare un polo sportivo della città storica con spazi per lo storico museo dell’AS Roma Calcio”.

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