Lettera aperta per il Congresso di Sinistra Ecologia Libertà. Contributo di Mauro Cioffari, Michela Ottavi, Fabrizio Picchetti, Marina Prati e Alessandro Spaziani al dibattito precongressuale di SEL.

1013562_10151599323620566_287978246_nCare, cari, insieme alle compagne Marina Prati e Michela Ottavi e ai compagni Mauro Cioffari e Fabrizio Picchetti abbiamo ritenuto di scrivere una lettera aperta (qui di seguito riportata) con l’obiettivo di dare un contributo alla discussione che si sta avviando in vista dei congressi provinciale, regionale e nazionale, quest’ultimo previsto, come probabilmente saprete, per 17 – 19 gennaio del prossimo anno.

La nostra idea è quella di favorire una riflessione, nel merito delle cose, intorno a quello che potrebbe essere il progetto di Sel nel prossimo futuro e di raccogliere idee, proposte e suggerimenti nei circoli del partito romano disposti a discuterne; idee e proposte da far confluire in un “quaderno degli appunti” utile per una sintesi e un contributo al congresso provinciale.

L’altro obiettivo è di mettere questa discussione a disposizione di tutti e, per quanto possibile, rimescolare le carte invitando ad una riflessione comune, e un confronto largo, le diverse sensibilità che coesistono nel nostro partito.

Certamente “non faremo miracoli”, ma intendiamo provarci!

Vi chiedo la pazienza necessaria per leggere il documento e partecipare alle iniziative che saranno prossimamente organizzate nel primo municipio

Grazie per la disponibilità. Un saluto.

Alessandro Spaziani

******************************************************
Care compagne e compagni

lo scenario politico nazionale che si è creato dopo il voto del febbraio scorso ci impone una riflessione sul nostro ruolo e la nostra funzione. Inoltre, a tre anni dal primo congresso, e in vista del prossimo, sono necessari sia un bilancio della nostra azione politica che una discussione sulle prospettive future, tanto più di fronte a possibili crisi di Governo.

Tre anni fa ci eravamo proposti di riaprire la partita, ci siamo trovati prima con il governo tecnico di Monti e oggi con il governo delle larghe intese PD-PDL.
Una cosa deve essere chiara e noi dobbiamo affermarla con grande vigore: il governo Letta non è frutto di una necessità ma bensì il risultato di una precisa scelta politica che una parte del PD (i famosi 101) ha prodotto. Per questo, considerare l’attuale governo una semplice parentesi, chiusa la quale sia possibile riprendere il discorso dallo stesso punto cui lo avevamo lasciato, è miope e illusorio.

Si sono evidentemente allargate le distanze tra noi e il PD su molte scelte politiche qualificanti, e non è possibile ignorare che all’ombra di questo governo è in atto il tentativo di ridisegnare la geografia politica del nostro Paese e di mettere in campo un disegno neocentrista che confini Sel, e la sinistra nel suo complesso, ai propri margini.
Così come è necessario denunciare con forza il tentativo di manomettere formalmente la Costituzione e costruire un modello presidenzialista.

Su questo fronte non ci devono essere tentennamenti! Sel deve essere protagonista, insieme a molti altri attori, della battaglia per la democrazia e in difesa della Costituzione a partire dalla partecipazione convinta alla manifestazione nazionale del 12 Ottobre lanciata da Il Manifesto “La via maestra” primi firmatari Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Don Luigi Ciotti, Lorenza Carlassare e Gustavo Zagrebelsky.

Per questo, il nostro primo compito deve essere quello di promuovere un’ancora più forte e incisiva opposizione superando una logica episodica incentrata su singoli punti.
E’necessario, sin da subito, delineare un’altra agenda per il Paese e su questa promuovere iniziative in rapporto a ciò che si muove nella società per creare uno spazio politico largo, partecipato, che ponga al centro della sua azione un progetto che trovi il suo fondamento nella lotta contro le disuguaglianze sociali ormai giunte a un livello non più sopportabile.

Un progetto, sia chiaro, che dovrà rappresentare un punto di forza per la costruzione di un’alleanza capace di vincere la sfida per il governo del Paese.

Ma dobbiamo avere la piena consapevolezza che una nuova coalizione di centro-sinistra potrà sorgere solo grazie a un processo largo e partecipato e non con accordi di basso profilo, destinati a trasformarsi in un allargamento del PD grazie all’incorporazione di SEL; dobbiamo prendere atto, con rammarico, che la coalizione “Italia Bene Comune” non solo non ha resistito all’esito elettorale ma che, già durante la campagna elettorale, aveva dato preoccupanti segni di debolezza. Ricostruirla oggi, dopo quello che è avvenuto, è un obiettivo da conquistare, non un dato acquisito, e passa sia attraverso una sfida culturale e programmatica aperta e trasparente con il PD sia da un’innovazione politica a sinistra.
Dobbiamo operare una correzione profonda rispetto al percorso un po’ frettoloso grazie al quale si è giunti all’alleanza con il PD . Perché se giusta era la scelta, non impeccabile è stata la gestione politica. In quel passaggio la funzione che ci eravamo assegnati, costruire una coalizione di governo dove portare culture, soggettività, esperienze che allargassero i confini e imprimessero una più netta fisionomia di cambiamento, non si è realizzata. Tutto si è risolto in un poco attraente accordo PD-SEL, che ha pesato sul piano del consenso elettorale. Tra le duecento pagine del programma di Prodi del 2006, che nessuno aveva letto e che si è dimostrato rapidamente ingestibile, e la dichiarazione d’intenti della coalizione del 2012 che già durante la campagna elettorale era stata dimenticata o, ad essere ottimisti, interpretata in vario modo, c’è un’altra strada.

Ma ora una nuova fase si è aperta.

La nascita del governo delle “larghe intese”ci impone di fare ciò che non si è fatto prima e deve rappresentare un monito per non ripetere gli stessi errori.
E’ necessario dare vita, e mettersi a disposizione, di un effettivo processo di partecipazione, di coinvolgimento, di apertura alla costruzione di una nuova coalizione, che prima ancora di confrontarsi sul candidato premier discuta di quale idea di Paese e quali priorità portare avanti, quali scelte fare nell’immediato. Proprio le diversità politiche e di merito che si sono manifestate col PD richiedono un altro approccio, tanto più di fronte ad uno scenario interno a quel partito che vede fronteggiarsi due personalità come Letta, il più convinto sostenitore di Monti e il meno convinto dell’accordo con SEL, e Renzi, che fino ad oggi ha visto in Blair il suo orizzonte e sembra riprendere la vocazione maggioritaria del PD di veltroniana memoria.

Serve quindi una forte iniziativa politica di SEL che promuova occasioni larghe di confronto sulle questioni essenziali, così come hanno fatto, ad esempio, Giorgio Airaudo e Giulio Marcon, su cui misurare in modo trasparente consensi, dissensi e possibili punti di mediazione.

E serve sin da ora prevedere primarie di programma sui temi più controversi; non si può accettare l’idea che chi vince le primarie sia poi l’unico a decidere cosa fare. Un bagno di democrazia è il solo modo per provare a superare distanze, impasse, difficoltà, dimostrando così fiducia nel nostro popolo e vincolando tutti al loro esito.
Sono il principio e la pratica democratica che ci permettono di uscire dall’infausta alternativa rottura o sottomissione.

Ma per realizzare tutto ciò è necessario promuovere un’innovazione nel panorama della politica italiana mettendo al centro, della nostra iniziativa e del prossimo congresso, il tema della costruzione di un soggetto politico nuovo della sinistra.
Al congresso di Firenze avevamo lanciato la candidatura di Vendola in previsione di un voto anticipato e di primarie a breve termine, ma le cose sono andate diversamente.
Oggi torna centrale non tanto la costruzione di SEL ma come SEL si fa parte attiva, motore, di una sinistra larga e popolare, capace di coinvolgere in questa impresa, su un piano di pari dignità e con modalità originali, le tante forme dell’agire politico, quei tanti e tante che dicono e fanno cose di sinistra, che vogliono attuare e non svuotare la Costituzione e che non hanno votato o sono rimasti delusi dalle scelte di PD e M5S. Quest’idea, avanzata con la manifestazione dell’11 Maggio “La cosa giusta”, deve essere ripresa e rilanciata.
Il nostro congresso deve servire a questo: dare forza e impulso alla costruzione di una sinistra autonoma e unitaria, che tiene insieme l’ambizione di governare e la volontà di trasformare le cose.

La sinistra è un punto di vista critico sull’esistente altrimenti non è, ed è quello che manca clamorosamente nel nostro Paese.

Ma per riuscire in questa impresa è necessario anche fare seriamente i conti con quello che siamo stati in questi anni.

Il deludente risultato elettorale è tanto più insoddisfacente a fronte di un terremoto di misure e dimensioni mai viste; si stima che un 40% dell’elettorato si è espresso in maniera diversa rispetto a cinque anni prima. SEL non ha intercettato nulla di tutto questo perché è stata percepita non come un elemento di cambiamento nelle idee, nel linguaggio, nel modo di essere e di operare, ma bensì interna al sistema dei partiti ormai sempre più screditato.
In occasione della Presidenza Nazionale di luglio scorso il nostro coordinatore nazionale Ciccio Ferrara ha dato conto, dati e cifre alla mano, della debolezza politica e organizzativa di SEL chiedendosi come sia possibile che “oggi non c’è alcun rapporto tra la nostra presenza istituzionale e il nostro radicamento”.

Abbiamo apprezzato la sua analisi critica e che abbia affermato come “la necessità del cambiamento riguarda anche noi” ma ci sarebbe anche piaciuto che il gruppo dirigente nazionale si fosse accorto prima della situazione e avesse assunto i necessari provvedimenti.

Ed anche a Roma, dove comunque il risultato è stato migliore rispetto al dato nazionale, non possiamo essere del tutto soddisfatti, date anche le potenzialità dell’elettorato della nostra città.

Anche noi, dunque, abbiamo scontato un deficit di politica, e siamo stati vittima delle logiche e delle debolezze, anche organizzative, di un partito che, dopo il congresso di Firenze, ha vissuto soprattutto in funzione della ricerca di un successo in termini di mera rappresentanza nelle istituzioni; aspirazione, ovviamente, legittima per una formazione politica ma che non può prendere il sopravvento sulle idee, sul progetto.
E pur volendo guardare avanti, e con l’auspicio che si possa imparare dai propri errori per non ripeterli, non possiamo non sottolineare come, in quel periodo, molti circoli siano stati fondati, e si siano caratterizzati, non per la partecipazione dei propri iscritti e simpatizzanti all’iniziativa politica di Sel ma in funzione del congresso.

In ogni partito va riconosciuto e garantito il pluralismo politico ma, appunto, politico non personale con tutto ciò che ne consegue. Diversamente, il risultato è una vita interna ripiegata su stessa incapace di sviluppare quel confronto e quel dibattito necessario per dare spazio e respiro alle tante energie, che pur ci sono nel Paese, che non intendono rassegnarsi alla sconfitta della politica.

Tutto questo provoca un clamoroso contrasto tra le parole che utilizziamo e i comportamenti che teniamo, con le inevitabili conseguenze. Per alcuni aspetti sopravvivono ancora residui di una mentalità che separa i mezzi dai fini, le forme dai contenuti, al contrario essi vanno di pari passo: insieme stanno e insieme cadono.

Questi problemi non si risolvono con il partito liquido o informale o con la sola rete perché, e questo per noi è dirimente, la politica democratica non può che essere caratterizzata dalla partecipazione, dal protagonismo, dalle decisioni condivise, dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle diversità. Per praticare tutto questo, tuttavia, occorrono regole, procedure trasparenti, modalità definite. Né si risolve con la retorica del nuovo, che non significa nulla in termini di qualità e contenuti, o ripetendo che è necessario aprirsi all’esterno, cosa giusta ovviamente, per poi scoprire che tutto si risolve in posti negli organismi dirigenti, sostanzialmente la vecchia pratica di una cooptazione dall’alto.

Dobbiamo fare tutti un grande sforzo per andare oltre tutto questo!
Ciò di cui avvertiamo il bisogno, è di uno scatto di fantasia e d’immaginazione, di sperimentazione di forme inedite e originali di organizzazione, attraverso, ad esempio, un sistema di patti con le realtà associative in cui ognuno si assume, in forma pubblica e trasparente, nelle rispettive autonomie, impegni e sostegni reciproci e un lavoro comune su obiettivi e campagne. Un modo più serio e politicamente più produttivo che non la scorciatoia degli organigrammi.

Troppo spesso, purtroppo, abbiamo avvertito al nostro interno un atteggiamento superficiale su questi temi, come se appartenessero ad un passato novecentesco da archiviare. Dimostrando così di non capire che il degrado etico e politico, che da noi si accompagna alla crisi economica e sociale, ha una delle sue ragioni principali nel collasso delle forze politiche.

Per questo ricostruire in forme nuove soggetti politici, che non siano semplicemente e banalmente strumenti ma anche e innanzitutto comunità di uomini e di donne tenuti insieme da una visione di società e da valori e interessi condivisi, è una delle risposte per cambiare il Paese.

Dar vita a un soggetto politico nuovo della sinistra non è quindi un nostro interesse, ma è una necessità per il nostro Paese e la sua democrazia.
Per noi riaprire la partita e costruire un soggetto nuovo non sono affatto in contrapposizione, al contrario sono complementari.
Dalla nostra iniziativa politica e dal prossimo congresso questo ci aspettiamo, superando ambiguità e reticenze e riprendendo a far politica, l’unico modo per non consegnarci ad un ruolo residuale o subalterno.

Con questa lettera aperta intendiamo contribuire al dibattito che si svilupperà nelle prossime settimane, in vista del nostro prossimo congresso, anche con momenti di discussione partecipata nei circoli di Sel che saranno interessati al confronto.

Mauro Cioffari, Michela Ottavi, Fabrizio Picchetti, Marina Prati, Alessandro Spaziani

******************************************************

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...